ESDRA
Esdra e Neemia sono i due principali personaggi della ricostruzione della comunità giudaica formata a Gerusalemme dai reduci dell’esilio babilonese e dai loro discendenti. I due libri formano un’unica opera letteraria e insieme a 1-2Cr costituscono la grande opera storica detta del Cronista.
I libri di Esdra e Neemia si articolano in cinque parti. La prima (Esd 1-6) narra il ritorno dei primi esuli da Babilonia grazie all’editto del re Ciro (538 a.C.). Tra molte difficoltà sul luogo del tempio viene eretto un altare per l’offerta dei sacrifici. Più tardi verrà ricostruito il tempio, ultimato nel 515. Nella seconda parte (Esd 7-10) è descritta l’opera del sacerdote Esdra per una profonda riforma religiosa secondo la legge mosaica. Nella terza parte (Ne 1-7) l’alto funzionario del re Artaserse, Neemia, ottiene l’autorizzazione di andare a visitare la città santa e d’iniziare la ricostruzione delle mura. Nella quarta parte (Ne 8-9) Esdra restaura il culto e la celebrazione delle feste in conformità con la legge di Mosè. Nella quinta parte (Ne 10-13) Neemia, durante un secondo soggiorno a Gerusalemme, inaugura solennemente le mura riedificate e prende varie misure per riformare la vita morale e civile della comunità giudaica.
La nazione giudaica, privata dell’indipendenza nazionale e politica, doveva dar vita a una comunità religiosa che affrontasse con coraggio la nuova situazione. L’osservanza della legge mosaica, letta e spiegata al popolo (Ne 8), era il mezzo fondamentale per conservare la propria identità religiosa e nazionale di popolo dell’alleanza con Dio.
Quest’opera, la cui cronologia è molto problematica, è l’unica che offre informazioni sulla comunità giudaica dalla fine dell’esilio agli ultimi decenni del 400 a.C.
