LIBRO QUARTO
(89)
Fragilità dell’uomo
1 Preghiera. Di Mosè, servo di Dio.
O Signore, tu sei stato un rifugio per noi
di generazione in generazione.
2 Prima che i monti nascessero
e venissero alla luce la terra e il mondo,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.
3 Tu fai tornare l’uomo nella polvere
dicendo: «Tornate, figli degli uomini».
4 Sì, mille anni ai tuoi occhi
sono come il giorno di ieri ch’è passato,
come un turno di veglia nella notte.
5 Li sommergi nel sonno;
sono come erba che verdeggia:
6 al mattino germoglia e verdeggia,
alla sera è falciata e dissecca.
7 Sì, siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterriti dal tuo furore.
8 Tu poni davanti a te le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.
9 Sì, svaniscono tutti i nostri giorni a causa della tua ira,
i nostri anni finiscono come un soffio.
10 Gli anni della nostra vita sono in sé settanta,
ottanta per i più robusti;
ma per la maggior parte di essi
non v’è che fatica e affanno.
Sì, essi passano e noi voliamo via.
11 Chi possiede la conoscenza dell’impeto della tua ira?
E chi ha il timore della violenza del tuo sdegno?
12 Insegnaci a valutare i nostri giorni,
e così potremo offrire un cuore sapiente.
13 Vòlgiti, o Signore, fino a quando...?
Muòviti a compassione dei tuoi servi.
14 Sàziaci al mattino con la tua grazia,
e così esulteremo e ci rallegreremo per tutti i nostri giorni.
15 Rèndici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
in compenso degli anni in cui abbiamo visto la sventura.
16 Sia manifesto ai tuoi servi ciò che tu hai fatto
e si estenda la tua magnificenza
al di sopra dei loro figli.
17 Sia su di noi la bontà del Signore nostro Dio.
Rafforza per noi l’opera delle nostre mani.
