Terzo discorso
Impassibilità di Dio
1 Eliu proseguì dicendo:
2 «Ti sembra giusto ciò che dici:
“Ho ragione davanti a Dio”?
3 Poiché dichiari: “Che te ne importa?
Che profitto ne ho dall’essere senza peccato?”.
4 Risponderò a te con discorsi,
e ai tuoi amici insieme con te.
5 Contempla il cielo e osserva;
considera le nubi che sono più alte di te.
6 Se pecchi, che torto gli fai?
Se moltiplichi i tuoi delitti, che danno gli arrechi?
7 Se sei giusto, che cosa gli dài?
Riceve forse qualcosa da te?
8 La tua malizia ricade su un uomo come te,
su un figlio d’uomo la tua giustizia.
9 Si geme sotto gli eccessi dell’oppressione,
si invoca aiuto sotto il braccio dei potenti.
10 Però nessuno dice: “Dov’è Dio che ci ha fatto,
che nella notte ci concede la forza,
11 che ci rende più sapienti delle bestie selvatiche
e più intelligenti degli uccelli del cielo?”.
12 Allora si grida, ma Dio non risponde,
a causa dell’arroganza dei malvagi.
13 Dio infatti non ascolta la falsità
e l’Onnipotente non vi bada.
14 Ora tu osi dire che non lo vedi,
che la tua causa sta dinanzi a lui e tu stai ad attendere.
15 Ma ora se la sua collera non interviene,
e se ignora l’iniquità,
16 Giobbe apre a vuoto la sua bocca
e moltiplica discorsi senza senno».
- Qohèlet 12,1
- Vangelo secondo Matteo 6,26
(2-8) Eliu risponde ad alcune affermazioni di Giobbe, secondo il quale su questa terra non giova all’uomo vivere da virtuoso, perché Dio non se ne cura (29,14-30). Eliu risponde: è vero che virtù o delitto non recano vantaggio o danno a Dio, tuttavia egli se ne prende pensiero perché ha cura del prossimo cui nuoce il vizio.
