ISAIA
L’attività profetica di Isaia, nato verso il 765 a.C., si estende dal 739 al 701 a.C. Il suo tempo fu caratterizzato dall’affermarsi della potenza assira in Medio Oriente, con disastrose conseguenze per i regni di Giuda e d’Israele.
Crea serie difficoltà l’attribuzione a Isaia di tutti i 66 capitoli del libro tramandato sotto il suo nome. Questo libro, infatti, rivela periodi diversi della storia d’Israele: il tempo di Isaia, quello dell’esilio e il tempo postesilico. Si parla perciò di un Primo Isaia (cc. 1-39), di un Secondo Isaia (cc. 40-55) e di un Terzo Isaia (cc. 56-66).
La prima parte (1-39), è un richiamo alla fede e alla conversione come unico atteggiamento per evitare l’intervento punitivo di Dio che si concretizzerà nell’esilio. La sua parola esprime il giudizio di Dio sulla storia sia delle potenze mediorientali (cc. 13-23) sia del popolo ebraico stesso. Soltanto un piccolo resto che pratica il vero culto e che vive con fede non incorrerà nella distruzione e nel castigo.
La seconda parte (40-55) è un messaggio di consolazione e annuncia la liberazione a Israele dall’esilio babilonese che avverrà nel 538. In questi capitoli si delinea la figura misteriosa del Servo del Signore che attuerà la vera liberazione attraverso il dono della vita offerta in riscatto di tutti (42,1-4; 49,1-6; 50,4-9; 52,13 - 53,12).
La terza parte del libro (56-66) è un grande canto di gioia per il ritorno dall’esilio, visto come un secondo esodo accompagnato da gioia e prodigi come quelli del primo esodo, quello dall’Egitto. Gerusalemme e Sion sono il punto di arrivo, ma anche di partenza per proclamare la salvezza ricevuta.
