LEVITICO
Il titolo Levitico indica che questo libro è in modo particolare il libro dei leviti, cioè dei preti.
A parte la breve appendice finale del c. 27, il Levitico si articola in quattro grandi leggi: 1) La legge dei sacrifici (cc. 1-7): la vasta gamma dei riti sacrificali è unita a un ritratto del sacerdote nelle sue funzioni essenziali. 2) La legge dei sacerdoti (cc. 8-10): la consacrazione e l’investitura del sacerdote ne prepara la funzione sacrificale nella celebrazione della liturgia. 3) La legge di purità (cc. 11-16): un grandioso affresco della purità richiesta a chi vive nell’interno di una comunità consacrata come è Israele. Capitoli fondamentali di purità sono quelli concernenti la sessualità, la lebbra, secondo prospettive tipiche del mondo semitico arcaico. La sezione è conclusa dalla presentazione della celebre solennità del Kippur, il Giorno dell’espiazione e del perdono. 4) La legge di santità (cc. 17-26): la santità che, come dice il termine ebraico qadôsh, indica innanzi tutto separazione, è attributo primario di Dio, ma dev’essere acquisita e vissuta anche dal popolo da lui eletto che deve così separarsi da ciò che è profano o impuro. Si affrontano in particolare tre tipi di santità: quella sociale (cc. 18-20), quella cultuale (cc. 21-22) e quella temporale (cc. 23-25).
La pratica delle osservanze che il Levitico prescrive alla comunità e ai sacerdoti ha uno scopo: disporre Israele all’incontro con un Dio puro, santo. Ma è importante leggere questo libro tenendo continuamente presente la parola di Osea: «Io voglio l’amore e non i sacrifici, la conoscenza di Dio non gli olocausti» (Os 6,6).
