Intervento di Bildad
Sorte dell’empio
1 Allora Bildad il suchita prese la parola e disse:
2 «Fino a quando andrai a caccia di parole?
Rifletti e poi parleremo!
3 Perché siamo considerati come bestie
e passiamo per degli idioti ai tuoi occhi?
4 Tu che ti rodi nella tua rabbia,
forse che a causa tua la terra sarà abbandonata,
o che la roccia si staccherà dal suo posto?
5 Sì, la luce del malvagio si spegne
e la fiamma del suo focolare non brilla più.
6 Si oscura la luce nella sua tenda
e la lucerna si estingue sopra di lui.
7 I suoi passi vigorosi si accorciano,
i suoi progetti lo fanno stramazzare.
8 Infatti, con i suoi piedi incappa nella rete
e cammina sopra un tranello.
9 Un laccio lo afferra per il tallone,
un nodo lo stringe intorno.
10 Gli è nascosta per terra una fune
e una trappola sul sentiero.
11 Da ogni parte lo atterriscono gli spaventi
e gli si mettono alle calcagna.
12 La sua ricchezza si muta in fame
e la sfortuna gli si mette a fianco.
13 La sua pelle è corrosa dalla malattia;
il primogenito della Morte gli consuma le membra.
14 È strappato dalla sua tenda dove si sentiva sicuro,
per essere trascinato dal Re dei terrori.
15 Il fuoco è posto nella sua tenda;
nella sua dimora si sparge lo zolfo.
16 In basso le sue radici si seccheranno;
sopra saranno tagliati i suoi rami.
17 Il suo ricordo è sparito dalla terra
e il suo nome non si udrà più nella contrada.
18 Lo cacceranno dalla luce alle tenebre
e lo bandiranno dall’universo.
19 Non avrà né figli né discendenza tra il suo popolo;
non vi sarà superstite nella sua dimora.
20 Della sua fine stupirà l’Occidente
e l’Oriente sarà preso dal brivido.
21 Ecco qual è la sorte dell’empio;
tale è il destino di chi misconosce Dio».
Il Re dei terrori è chiamato, secondo la mitologia orientale e greca, il personaggio preposto alla custodia dei morti, come Nergal o Plutone.
Zolfo: simbolo di sterilità.
