Pastorale Parola e vita

Paolo, il predicatore

Paolo, il predicatore

Don Dr. Augustine Kanachikuzhy, SSP

Il discorso di Antiochia

Il momento culminante della missione di Paolo e Barnaba ad Antiochia di Pisidia è il discorso che Paolo pronuncia nella sinagoga, dopo essere stato invitato dai capi della comunità (At 13,16-41). Prima parte (13:16-25): Paolo ripercorre le tappe principali della storia della salvezza. Rivolgendosi a un pubblico ebraico, rievoca l’azione di Dio nel passato: la permanenza in Egitto, la liberazione con l’Esodo e la guida divina attraverso giudici e re. Seconda parte (13:26-37): Paolo annuncia il messaggio di salvezza per mezzo di Gesù Cristo. Sottolinea come Israele non abbia riconosciuto in Gesù il Messia, rievoca la condanna a morte richiesta a Pilato e mette in risalto la fedeltà di Dio che lo ha risuscitato dai morti. Terza parte (13:38-41): Paolo conclude con un’esortazione: il perdono dei peccati e la giustificazione avvengono per mezzo di Cristo. Esorta quindi i suoi ascoltatori a non accogliere invano questo messaggio. Il discorso suscita un impatto così profondo che la comunità invita Paolo e Barnaba a ritornare il sabato successivo. Tuttavia, in quell’occasione si accende una forte opposizione che scatena una vera e propria persecuzione, costringendoli a lasciare Antiochia.

La missione a Iconio

Da Antiochia di Pisidia, Paolo e Barnaba si dirigono verso Iconio (At 13,51). Lì, molti giudei e greci accolgono la Parola, ma altri seminano discordia. La città si spacca: alcuni si schierano con gli apostoli, altri con i giudei oppositori. Quando la tensione degenera e si organizza un complotto per lapidarli, Paolo e Barnaba fuggono verso le città della Licaonia.

La missione a Listra

A Listra, Paolo guarisce un uomo storpio fin dalla nascita. Questo miracolo impressiona a tal punto la popolazione pagana che i due apostoli vengono scambiati per divinità, e il sacerdote di Zeus si prepara persino a offrire sacrifici in loro onore. Per impedirlo, Paolo pronuncia un breve discorso, esortando il popolo a volgersi verso il «Dio vivente». A differenza della predicazione in sinagoga, qui Paolo non parte dai patriarchi d’Israele, ma dalla creazione, presentando il Dio vivente come il Creatore e il custode della vita. Ne sottolinea la provvidenza: la pioggia, le stagioni feconde, il cibo e la gioia del cuore. Questo episodio mette in luce la straordinaria capacità di adattamento di Paolo: Ai giudei: parla partendo dalle Scritture e dalla storia della salvezza. Ai pagani (gentili): non avendo familiarità con le Scritture, si rivolge a loro parlando della bontà universale e della provvidenza di Dio (cf. At 17,22-33). Tuttavia, l’ostilità non tarda a manifestarsi. Alcuni giudei giunti da Antiochia e da Iconio istigano la folla contro gli apostoli. Paolo viene lapidato e trascinato fuori dalla città perché creduto morto; eppure sopravvive e riprende il cammino per predicare altrove.

Conclusione del primo viaggio missionario

Paolo e Barnaba ripercorrono a ritroso le tappe di Listra, Iconio e Antiochia di Pisidia, confortando e incoraggiando i discepoli. Attraversano poi la Panfilia fino a Perge e, infine, raggiungono il porto di Attalia, da dove si imbarcano per fare ritorno ad Antiochia di Siria (sull’Oronte). Lì, la comunità cristiana li accoglie con gioia, ascoltando il racconto di tutto ciò che Dio aveva operato per mezzo del loro ministero.

Temi chiave del viaggio: La guida e la protezione dello Spirito Santo: è Lui che orienta i missionari, li custodisce nei pericoli e rende feconda la loro opera. I miracoli come segni della potenza divina: l’accecamento del mago Elimas e la guarigione dello storpio a Listra ne sono la prova. L’adattabilità della predicazione: Paolo modula il messaggio in base ai destinatari: la storia della salvezza per i giudei, la creazione e la provvidenza per i pagani. La resilienza di fronte alla persecuzione: nonostante l’ostilità, la lapidazione e i costanti pericoli, Paolo non desiste dall’annunciare il Vangelo.

Compartir:

Torna in alto