Fr Dr Augustine Kanachikuzhy SSP
Dopo aver partecipato all’Assemblea di Gerusalemme, Paolo torna ad Antiochia. Ritiene opportuno rivisitare le Chiese fondate durante il suo primo viaggio missionario per rafforzare i credenti del luogo. Tuttavia, sorge un disaccordo tra Paolo e Barnaba riguardo a Giovanni Marco. Barnaba desidera portare Marco con sé, ma Paolo rifiuta, segnalando come Marco li ha abbandonati all’inizio della prima missione (At 13,13). La disputa porta alla loro separazione: Barnaba prende Marco, mentre Paolo sceglie Sila come suo collaboratore. Il secondo viaggio missionario copre un’area geografica molto più vasta del primo, estendendosi per circa 3.000 miglia e durando all’incirca due anni (50-52 d.C.). Significativamente, Paolo e i suoi compagni attraversano per la prima volta il confine con l’Europa, segnando un punto di svolta nella diffusione del Cristianesimo
Timoteo si unisce alla missione
Viaggiando via terra attraverso la Siria e la Cilicia, Paolo torna a Derbe e a Listra. A Listra, recluta Timoteo, la cui madre è una credente ebrea, mentre il padre un pagano. Paolo circoncide Timoteo, una decisione sorprendente vista la sentenza dell’Assemblea secondo cui i pagani non devono essere circoncisi. Tuttavia, Paolo probabilmente lo fa per ragioni pratiche: per rendere Timoteo più accettabile agli ebrei locali, consapevoli delle sue origini. Come scrive lo stesso Paolo: “Con i Giudei mi sono fatto Giudeo, per guadagnare i Giudei” (1Cor 9,20)
L’invito in Macedonia
Con Sila e Timoteo, Paolo continua l’evangelizzazione nella Galazia meridionale. Tentano di dirigersi a nord, in Bitinia, ma lo Spirito spinge verso ovest, a Troade. Lì Paolo ha una visione: un macedone lo supplica: “Passa in Macedonia e aiutaci” (At 16,9). Paolo interpreta la cosa come un segno che invita a portare il Vangelo in Europa, e in definitiva verso Roma, la capitale dell’impero.
La missione a Filippi
A Filippi, Paolo si rivolge inizialmente agli ebrei presenti. In un luogo di preghiera, incontra Lidia, una commerciante di porpora, che si converte e ospita i missionari. Paolo libera anche una schiava posseduta da uno spirito di divinazione (At 16,18), gesto che suscita ostilità, provocando la flagellazione e la prigionia di Paolo e Sila. Un miracoloso terremoto apre le porte della prigione, ma Paolo vi rimane, accompagnando la conversione del carceriere e della sua famiglia. Quando rivela la sua cittadinanza romana, le autorità si allarmano e lo liberano, recandosi personalmente presso il carcere. Prima di partire, Paolo incoraggia i nuovi credenti riuniti nella casa di Lidia.
La missione a Tessalonica e Berea
Da Filippi, Paolo viaggia attraverso Anfipoli e Apollonia fino a Tessalonica, dove predica nella sinagoga per tre sabati, proclamando Gesù come Messia. Alcuni Giudei e molti Greci credono, ma altri fomentano una rivolta, costringendo Paolo e Sila alla fuga. A Berea il team missionario riceve un’accoglienza più calorosa. I Giudei del luogo esaminano con entusiasmo le Scritture e molti credono. Tuttavia, l’opposizione di Tessalonica li segue, alimentando nuovamente disordini.
La lettera più antica
Le esperienze di Paolo in Macedonia adempiono le parole di Cristo: “Gli mostrerò quanto dovrà soffrire per amore del mio nome” (At 9,16). La sofferenza accompagna ogni successo: a Filippi fonda un’amata comunità cristiana, a cui si rivolge in seguito nella sua Lettera ai Filippesi. A Tessalonica fonda un’altra chiesa, alla quale scrive la Prima Lettera ai Tessalonicesi, la più antica delle lettere di Paolo e il primo scritto del Nuovo Testamento.
Quale è l’importanza del Secondo Viaggio Missionario? Quali i frutti? L’espansione in Europa: il cristianesimo si espande in un nuovo territorio culturale e politico. L’adattabilità nel ministero: Paolo circoncide Timoteo per ragioni pragmatiche, dimostrando flessibilità senza compromettere il Vangelo. L’esperienza della guida divina: lo Spirito dirige il cammino di Paolo, culminando nella visione del Macedone. La resilienza nella persecuzione: nonostante la prigione, le rivolte e l’opposizione, Paolo persevera. I fondamenti delle Scritture: le sue lettere ai Filippesi e ai Tessalonicesi nascono direttamente da questa missione, plasmando il Nuovo Testamento.
